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Vegetazione di Gonnoscodina.

La vegetazione spontanea caratteristica della zona di Gonnoscodina è stata, nel corso del tempo, quasi interamente distrutta. Anni addietro, la vegetazione spontanea costituiva un’abbondante miniera cui la popolazione attingeva per la provvista della legna necessaria per il riscaldamento.Nei terreni improduttivi delle colline più alte crescono isolati alcuni tipi di quercie:

 
  • "iscribi" (leccio)
  • "arroia" (rovere)
  • "ottigu" o "cinergiu" (quercia da sughero)

Lungo il fiume cresce:

  • "su limarbu" (pioppo bianco)
  • "s’umu" (olmo)
  • "s’arbiu" (salice)

 

nelle colline troviamo:

  • "sa mutta" (mirto)
  • "sa modditzu" (il lentischio) dalle cui bacche chiamate "castincu" si ricavava un olio grasso "ollu de stincu") sfruttato dai poveri per l’alimentazione e l’illuminazione. L’olio veniva preparato mettendo le bacche in un sacchetto e venivano poi pestate con un maglio di legno fino a ridurle in poltiglia, il sacchetto veniva quindi immerso nell’acqua bollente, questa operazione si ripeteva fino a che l’olio veniva estratto completamente, lo si spillava e si sottoponeva ad almeno tre bolliture.
  • "allastu erabiu" (olivastro)
  • "tramatzu" (tamerisco e tamerici)
  • "murdegu" (cisto)
Lungo il corso del fiume crescono alcune piante perenni:
  • "su giuncu" (il giunco)
  • "su zinniga" (erba famina)
  • "su sessi" o "giuncu a tres atnas"
  • "sa spadua" (autoliza)
  • "su cruccuriu" (saracchio)
  • su cannisoi (cannuccia)
  • "su abuleu" (pulegio, menta).
Dal "sessi" venivano fatte le corde utilizzate in campagna, la "spadua" serviva per costruire le stuoie (giacigli), "is cedras" utilizzate per il trasporto di letame, terra e paglia. Il "giuncu" serviva per legare la fascine di legno e di fieno, per fare canestri, cestini, stuoie, sporte, dalle infiorescenze del "cannisoi" si facevano le scope.
Alcune piante sono state utili nel passato per la loro azione diuretica, emolliente, rinfrescante,:
  • "sa narbedda"
  • "spina cristi" (crespino)
  • "accomingioi" (sambuco selvatico)
  • "pitmatroxu" (ortica)
  • i fiori del "cadumbu" (verbasco)
  • "zimibiri" (ginepro)
  • "babaai" (papavero)
  • "naronia" (bastone di San Giuseppe).

La vegetazione di questa regione è caratterizzata da piante a ciclo rapido, resistenti all’aridità e al calore delle pietraie come:

  • "su codrilloi o abrutzu"
  • "spinarba" (spinello)
  • "gureu e sattu" (cardo selvatico)
  • "pedruvesci" (erba calderina)
  • "caraganzu" (fior d’oro)
  • "accomungioi" (cicerbita crespina)
  • "cicoria"
  • "lua" (euforbia)
  • "faurra" (ferula)
  • "allu de carroga" (aglio di serpe)
  • "zicchiria burda"
  • "melamida" (vilucchio)
  • "sparau" (asparago)
  • "s’arru" (rovo)
  • "cucumbiu aresti" (cocomero asinino)
Pianta tipica della zona di Gonnoscodina è il fico d'india usato per recinzione e per alimentazione dei maiali.