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Sardegna
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Uomini illustri di Gonnoscodina. |
| Sebastiano Frau |
| Il Canonico Teologo Sebastiano Frau, Parroco della Cattedrale prima, penitenziere poi. Nominato il 4 agosto 1864, fu parroco fino al 21 novembre 1886, in cui fu nominato Canonico Penitenziere. |
| Francesco Ghiani |
| Il Colonnello Francesco Ghiani, morto presso il nipote, Don Severino Garau, parroco di Turri, prese parte alla battaglie del 1859, del 66 e del 70, guadagnandosi due medaglie d’argento. |
| Federico Cao Sanna |
| Monsignor Cao-Sanna, vescovo di Zama, nelle Indie. Dell’illustre vescovo esiste un ritratto ad olio nella Chiesa di San Giuseppe a Cagliari e uno nella porta d’ingresso alla sacrestia della Parrocchia di Gonnoscodina. Padre Federico Cao Sanna di Sant’Agostino nacque a Gonnoscodina il 26 novembre 1786. Entrò nell’ordine delle Scuole Pie e prese l’abito il 7 maggio 1807 nella casa di San Francesco di Paola a Cagliari. Compiuti gli studi nelle varie Case della Provincia, insegnò con impegno grammatica e retorica. Eletto Rettore di questa si segnalò per la vigilanza in tutto ciò che si riferisce alla Scuola e alla Chiesa. Compiuto l’uficio di Rettore volle più intensamente dedicarsi a Dio e diffondere nel mondo la religione di Cristo, ma desiderava che il suo progetto fosse approvato dai suoi Superiori. Il Padre Provinciale lo richiamò a Cagliari e gli affidò l’educazione dei Novizi. Il religioso ubbidì prontamente, ma poiché nulla era più potente della forza che lo spingeva verso gli infedeli ottenne il permesso di inviare la supplica alla Santa Sede. A Roma fu esaminata la sua probità, la sua cultura, la conoscenza di varie lingue e quindi fu ammesso alla società dei missionari destinati alle Indie. Venne eletto guida e Rettore della stessa missione e creato Vescovo Titolare di Zama nel giugno del 1830. Egli si dedicò allo studio e alla preghiera e con l’esempio, la parola tutti precedeva per zelo apostolico. Dopo alcuni anni purtroppo la guerra lo costrinse a fuggire e a riparare in Sardegna ove giunse nel 1842. Cercando ove potesse più ampiamente svolgere l’opera sua, si recò a Napoli fermandosi un anno nel Collegio Nazareno. Frattanto mosso dal desiderio di sciogliere un voto, si recò a Gerusalemme a visitare il Santo Sepolcro. Ritornato in patria si fermò a Fano ove si diede allo studio della Bibbia e incominciò a scrivere un’opera liturgica che però non portò a termine. Nel 1848, durante la rivoluzione si rifugiò nel Regno di Napoli. Tranquillizzatosi le cose ritornò a Fano dove morì colto da apoplessia il 27 giugno 1852. |