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Sardegna
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| Chiesa di San Daniele. |
| A Gonnoscodina ci sono due chiese dedicate a San Daniele, ma della prima, più antica, esistono attualmente solo i ruderi, in quanto abbandonata da oltre un secolo. La tradizione racconta che schiere di anime di ogni età si prostravano ai piedi di San Daniele. Accorreva gente da ogni parte della Sardegna, attratta dalla fama dei miracoli di cui parlano ancora eloquentemente i tanti ricordi che si conservano fin dai tempi remoti.La fiumana di popolo era tale e tanta per la festa, che, questa si estendeva fino alle porte dei paesi limitrofi, così almeno raccontano gli antichi. | ![]() |
| .E poiché era tanta la devozione al Santo, tutti non potevano in una sola festa sciogliere i loro voti, ne furono istituite altre due. | |
| Per cui tre furono e sono le feste di San Daniele a Gonnoscodina: 9 maggio, 13 ottobre e 13 novembre. A queste feste, attualmente, non vengono che i fedeli dei paesi vicini, pochi da lontano. | |
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La chiesetta vecchia è assai piccola, quanto un semplice oratorio, e risale certamente al 1600. Da una iscrizione dettata dal Vescovo Monsignor Casula, che trovasi in Parrocchia, appare evidente come nel 1676 venne aggregata alla matrice di Roma la confraternita del Santo Sepolcro esistente allora in San Daniele. Ora è da credere che tale devozione esistesse già da tempo per avere un tal numero di associati da istituire una confraternita aggregata a quella di Roma. Col moltiplicarsi dei fedeli, data l’insufficienza della chiesetta, si pensò di costruirne un’altra più in alto, in una posizione incantevole e maestosa per la sua struttura . Situata a mezzogiorno guarda su una zona verde e in lontananza la bella schiera dei monti di Villacidro, Gonnosfanadiga, Guspini, Arbus. E’ in stile ionico, a croce greca sormontata da un’alta cupola. Ha tre navate. L’altare maggiore è di marmo bianco, col presbiterio diviso da una balaustra in pietra lavorata. Vi sono due altari laterali nei quali non si dice messa. A destra entrando, collocato in alto, sta un tronetto di legno dorato di molto pregio, che risale al secolo XVIII. Non si conosce lo scopo del trono perché questa Chiesa non fu mai officiata come Parrocchia ed essendo allora in buone condizioni la primitiva Chiesa patronale di San Bartolomeo Apostolo, di cui esistono ancora gli archi intatti, quasi perfetti. Vi è pure l’organo, ormai del tutto guasto, ben collocato su alta tribuna, che guarda all’altare maggiore. E’ opera di Gennaro Galasso di Oristano. Fu collocato nel 1850 e fu inaugurato nel 1855. La costruzione della Chiesa si deve al Maestro Raffaele Cappai di Cagliari ed ebbe inizio il 17 aprile 1825. Benedisse la prima pietra il Parroco Giuseppe Luigi Atzori di Gonnostramatza. Il Rettore Don Atzori, non potè vedere però la chiesa finita poiché morì probabilmente nel 1828 e la benedizione della medesima ebbe luogo il 6 maggio 1831, per opera del Reverendo Francesco Porcedda, Vice Rettore di Gonnostramatza. Il Rettore Giuseppe Cabras, fee costruire il campanile dal muratore Raimondo Randacciu, nel maggio 1841. Così pure l’arco del portone d’ingresso nel piazzale fu opera del Randacciu e Antonio Orrù. Il portone fu fabbricato dal falegname Salvatore Piras di Collinas nel 1842. La Chiesa di San Daniele ha un vasto piazzale di 96 are di terreno, cinto da un muro, acquistoda Peppi Luisu Bois e dal nobile Don Raimondo Matzeu di Gonnostramatza, in data 23 settembre 1823, che ricorda la costruzione delle tante botteghe per commercio di tessuti e demolite poi dal Rettore Pirastu, quando l’Azienda fu gravemente colpita dalle tasse. |
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