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Sardegna
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Fiume di Gonnoscodina |
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Il fiume di Gonnoscodina si chiama Rio Isca, ma anticamente veniva chiamato Rio Mannu, nasce nel Monte Arci, nella sorgente detta "Sa Minna de mraxiai". Il fiume bagna Ales, Curcuris, Simala, e Gonnoscodina. Qui si ingrossa con Rio Gozua e passa sotto un ponte molto antico, chiamato Ponte Romano. Il fiume continua il suo viaggio, attraversa il paese di Gonnostramatza, dividendolo in due parti e arriva a Mogoro. Qui, in località chiamata Canali, viene sbarrata da una diga a forma di laghetto artificiale, chiamato Bacino dei Rio Mogoro. Infatti, a Mogoro, il Rio Isca cambia nome, e diventa Rio Mogoro. Uscito dal bacino, passa a Terralba e sbocca nello Stagno di Marceddì, in comunicazione con il Golfo di Oristano. Durante il periodo invernale il Rio Isca è alimentato dalle piogge e quindi ricco d’acque, scorre a carattere torrentizio dando luogo a grandi piene, Per questo motivo è stato costruito, nel 1933, un bacino, la diga di Mogoro, il cui scarico di fondo è privo di organi di intercettazione ed è sempre aperto. Durante i periodi secchi il letto del fiume resta asciutto, in altre parti di impaluda e diventa fonte di miasmi. La scarsità d’acqua non ne permette l’utilizzazione per scopo irriguo. Nei tempi antichi queste acque hanno avuto molta importanza in quanto utilizzate come forza motrice di alcuni mulini per la macinatura del grano e delle biade. Il Rio Isca è lungo circa 52 chilometri. Altri ruscelli si versano nel fiume, ma in estate sono per la maggior parte asciutti (Rio Cana, Cora Perdalada, Cora de s’Anatzu, Cora de Arradebi, Cora de Corongiu). Nel fiume vivono tinche, carpe e anguille. |