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 Festa di San Daniele di Gonnoscodina

 (notizie attinte dalla Biblioteca Universitaria di Cagliari)

   

"Tre volte all’anno festeggiasi San Daniele: il 9 maggio, il 13 ottobre e il 13 novembre. Accorreva alla prima una moltitudine di persone da tutte le parti del regno, si contavano più di 20.000 persone di tutte le età e condizioni. Le case ridondavano di forestieri alloggiando in qualcuna 40 e 60 persone. Gli altri vivevano all’aperto ov’erano più di 150 cavalli, più di 1000 carri coperti (traccas), 800 carri carichi di arance e limoni, i campi erano in gran parte devastati da uomini e animali. Nella mattina della festa era bello vedere una lunghissima fila di buoi aggiogati spesso non meno di due, tremila, adornati nella fronte e nelle corna con fiori, nastri, arance, specchi, i quali, docili alle redini, precedevano un immenso popolo che attorniava l’effige del Santo e cantava il rosario tra l’armonia di centro zampogne ed i frequenti scoppi degli archibugi e dei razzi. Quindi era uno spettacolo vedere il pranzo nei campi. Questa devozione è di fresca data. La fama dei miracoli di San Daniele si diffuse e persuase a recarvisi tutti i malati e bisognosi di grazie particolari. Così crebbero i prodigi e si moltiplicarono le offerte dei fedeli che sorpassarono i cinquemila scudi e le tavolette votive coprirono l’altare e le pareti della chiesa. Quando quella fama di miracoli si sparse nella Sardegna, mancò la partecipazione alle altre feste e pochi continuarono ad andare a San Paolo dei Monti."