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Evoluzione dell’insediamento di Gonnoscodina.
 Periodo aragonese-spagnolo (1324 – 1718)  

Dal 1323, anno in cui l’Infante Alfonso al comando di una potente armata aragonese si presentò nel Golfo di Oristano, al 1718, Trattato di Londra, la Sardegna è sotto la dominazione prima degli Aragonesi e dopo degli Spagnoli. I primi dati che riguardano la consistenza numerica della popolazione risalgono all’ultimo periodo della dominazione aragonese spagnola:

anno

Uomini

Donne

Animali

1688

157

142

29

1698

195

183

37

Evoluzione dell’insediamento durante il periodo piemontese (1720 – 1848):

anno

Uomini

Donne

Animali

1728

-

-

370

1751

172

166

338

Con la dominazione piemontese si ebbe una lieve ripresa demografica.

Il periodo compreso tra il 1821 e il 1857 non presenta sostanziali differenze:

anno

abitanti

1821

511

1824

510

1838

495

1844

531

1848

554

1857

546

Il governo piemontese per incrementare la popolazione promosse agevolazioni quali l’assegnazione di doti alle giovani spose e la esenzione delle tasse per le famiglie numerose.

Evoluzione della popolazione di Gonnoscodina dal 1861 al 1951:

anno

abitanti

1861

522

1871

492

1881

518

1901

511

1911

510

1921

533

1951

690

L’incremento della popolazione è andato elevandosi nonostante le condizioni avverse. Nel 1918 una terribile influenza detta "la spagnola" provocò numerose vittime e così lo scoppio della prima e della seconda guerra mondiale. Fra le cause che hanno portato all’aumento della popolazione sono da annoverarsi il miglioramento delle condizioni economiche, del tenore di vita, la diminuzione della mortalità infantile, le migliori condizioni sanitarie e la scomparsa della malaria.

Evoluzione della popolazione di Gonnoscodina dal 1961 al 1971:

anno

abitanti

1961

703

1968

621

1970

629

1971

605

1973

592

1974

615

1975

621

1976

604

1977

591

La diminuzione della popolazione è in parte dovuta al fenomeno della emigrazione.

 Movimento migratorio a Gonnoscodina.

Gonnoscodina è stato interessato dal fenomeno dell’esodo rurale a partire dalla fine del 1900. Durante i primi decenni del XX secolo lo scivolamento della popolazione era orientato verso le miniere di Buggerru e di Montevecchio. Si trattava quindi di una emigrazione interna alla Sardegna, temporanea. Molti contadini si trasferivano nei paesi limitrofi in cerca di terre da coltivare perché l’estensione dell’agro di Gonnoscodina è molto limitata, 885 ettari. I valori più alti si verificano intorno agli anni 1960-64 perché in quegli anni lo sviluppo industriale del Nord offriva attraenti possibilità di lavoro. I motivi che inducevano ad emigrare erano principalmente la speranza di trovare un lavoro sicuro e di migliorare il tenore di vita, e anche il fascino della grande città.