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Il Cimitero di Gonnoscodina.

A sostituzione del vecchio, piccolo e insufficiente sorse per opera del Governo Nazionale fascista , in forza dell’articolo 5° della legge sul miliardo per la Sardegna, il nuovo cimitero. Il territorio fu appartenente al Signor Giovannico Ardu, di Gonnostramatza, fu espropriato dal Provveditorato alle opere pubbliche, verso la fine del 1928. Fatto in seguito il progetto d’appalto, questo fu dal Genio Civile di Cagliari concesso per lire 70.000 al signor Marongiu Carlo, probabilmente di Oristano. Lo scavo delle fondamenta dei muri di cinta del nuovo cimitero fu appaltato da parecchi operai di Gonnoscodina, tra i quali si annoverano: Sebastiano Loddo, Cesare Frau, Francesco Melis, Francesco Cauli. Le pietre necessarie per la costruzione (numero 110) furono tolte dalla vicina cava del Signor Giovanni Cauli fu Francesco di Gonnoscodina. I minatori addetti all’estrazione delle medesime furono: Eugenio Ibba, Francesco Marongiu, Antonio Ortu, Bartolomeo Cuccu. Il trasporto venne affidato al carrettiere Gustavo Porcu fu Domenico, aanch’egli di Gonnoscodina. Nella prima metà di febbraio del 1929 si cominciò la costruzione dei muri di cinta affidata ai capomastri: Fratelli Zuddas di Sardara con diversi altri muratori. La sabbia e la calce furono fornite dall’impesario Giuseppe Podda di Sardara. In sette mesi di lavoro fu ultimato il cimitero situato sulla strada provinciale, a sinistra andando verso Gonnostramatza, a circa 200 metri dall’abitato. Il cimitero è esposto a tramontana ha un’area di 900 metri quadrati e i muri di cinta sono alti 150 centimetri. La facciata non ha alcuna scritta contrariamente a quanto si vede negli altri cimiteri, reca in cima una croce alta più di un metro, sotto la quale vi è un rosone a vetri smerigliati che dà luce alla cappella.

Il cimitero ha due porte d’ingresso ai lati con i relativi cancelli di ferro. Si entra solo per l’ingresso di destra, restando la porta di sinistra sempre chiusa. La Cappella sta nel mezzo, con un altarino di marmo munito di tabernacolo. E’ stata benedetta in forma privata dal Sacerdote Giovanni Tuveri, con l’autorizzazione delle Curia di Ales. Ai due lati della Cappella sono la Sala per il Custode (a sinistra) avente di sotto l’ossario e la Sala Mortuaria, a destra, al centro della quale sta un gran tavolo di marmo. A destra della Sala Anatomica a partire dal cancello e lungo il muro di cinta, è il piccolo spazio non benedetto per i morti senza battesimo, scomunicati ecc. che ha la superficie di 10 metri quadrati.

Al centro del cimitero trovasi una grande croce di legno, alta m 1,50 circa, su un piedistallo a tre piccoli gradini.

Il primo gennaio 1930, il cimitero fu collaudato dal Genio civile e consegnato al Comune. Il Cimitero fu benedetto il 14 maggio 1930, festa dell’Ascensione del Signore, dal Vescovo di Ales Monsignor Emanuelli, accompagnato dal Cerimoniere della Cattedrale, Canonico Zucca.

La prima personal sepolta nel nuovo cimitero il 18 luglio 1931 fu una ragazza di quattrordici anni, morta in seguito ad un incidente.