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Chiesa Parrocchiale di Gonnoscodina. 
E’ stata edificata dal Rettore Sacerdote Giuseppe Cabras nel medesimo sito in cui era la primitiva chiesa dedicata allo stesso Patrono San Sebastiano. Il terreno per la nuova chiesa ingrandita fu ceduto dal Signor Antonio Pilloni Pisu per lire 27 (ventisette). Dice la tradizione che il terreno della prima chiesa (di proprietà di un certo Sebastiano Pianta) fu ceduto dal medesimo a patto che fosse dedicata al Santo del suo nome. La costruzione incominciò nell’agosto 1841 e fu terminata nel dicembre 1845. 
E’ di stile conico, a croce greca latina. Ha tre navate e tre altari di cui il maggiore di marmo finissimo costruito in due tempi e con diverso stile. La parte superiore è di ugual struttura dell’altare di San Daniele, dovendosi allo stesso artefice. I due altari laterali sono dedicati l’uno alla Vergine del Rosario, l’altro al Santo Sepolcro: ambedue opera del maestro Pais. Tanto il primo costruito in pietra, quanto l’altro, in gesso, risalgono al 1902. La Chiesa è totalmente piannellata in marmo. A destra entrando si trova una bella fila di marmo bianco e più su una lastra con una lunga iscrizione.
Questa ricorda la consacrazione della chiesa fata dal Sua Eccellenza Monsignor Francesco Zunni nel giugno 1873. A sinistra entrando c’è il Battistero tutto di marmo, entro una cappelletta ben decorata, cinta da ringhiera di ferro, artisticamente lavorato. Entro la cappelletta a sinistra del fonte battesimale vi è il sacrario con porticina a chiave. La ringhiera e il pianellamento risalgono al 1890 – 1891.
Statue di Santa Filomena e dell'Arcangelo Gabriele
Dentro la chiesa da notare le State di Santa Filomena e l’Arcangelo Gabriele in quanto sono piuttosto artistiche e di pregio, antiche quanto la Chiesa poiché sono dono del Rettore Giuseppe Cabras. Questi fece testamento lasciando ai suoi eradi: Notaio Vincenzo Cabras, fratello, e Giuseppe Tuveri, nipote, l’obbligo di farne la festa in perpetuum: di Santa Filomena l’uno e dell’Arcangelo l’altro. Ormai le due feste legate non si fanno più. La costruzione delle nicchie risale al 20 dicembre 1855 e si deve al capomastro Emanuele Sitzia per lire 62,40. I telami delle medesime furono fatti dal falegname Vincenzo Putzolu di Gonnostramatza in data 17 febbraio 1857 per lire 12. Il collocamento dei vetri alle due nicchie risale al 12 ottobre 1856 e costò la somma di lire 21.
Cappelle del Santo Rosario e del Santo Sepolcro.
Le due cappelle dotate di terreni che coltivano i confratelli, sono antichissime. Adiacente a ciascuno vi è il relativo oratorio riservato alle persone che vestono l’abito nelle diverse occasioni: seppellimenti, processioni ecc. . La più antica delle Confraternite è quella del Santo Sepolcro o della Buona Morte. Di questa si conservano preziose memorie della sua antichità e floridezza. Si trova infatti nell’Archivio Parrocchiale una lettera dell’Arciconfraternita di Roma che invita i confratelli della Buona Morte di Gonnoscodina, a Roma, per la celebrazione dell’anno Santo indetto dal Papa Leone XII nel 1825.
Sant'Agnese: 

  Il simulacro della santa fu acquistato dal Rettore Giovanni Tuveri che ne istituì la festa.

Beni delle Confraternite:

Le due Confraternite possiedono dei terreni, per la maggior parte di poca o nessuna fertilità, circa 40 starelli coltivati dai confratelli che versano un piccolo affitto per il pagamento delle imposte.

Costruzione della Chiesa Parrocchiale

  Si deve a due capomastri di Villanovafranca, Emanuele e Agostino Sitzia, su disegno del Canonico Matzeu al quale furono consegnale lire 31 e soldi 12. Nella storia della costruzione si parla anche dell’Ing. Cima di Sanluri. Scavarono i massi e le pianelle i fratelli di Mogoro e i Puxi di Sardara. La lavorazione dei contoni si deve al muratore Randacciu Raimondo.

Provvide la calce il signor Pietro Concas di Nureci. La Chiesa non venne eseguita conforme al progetto e disegno dovendo essere molto più lunga e più alta.
Altare privilegiato. Con breve apostolico del 23 febbraio 1839 Sua Eccellenza Vescovo di Ales dichiarava privilegiato l’altare maggiore della Chiesa Parrocchiale.

Decorazioni. Il Rettore Giuseppe Porta di Masullas si interessò della decorazione della Chiesa. Allo scopo chiamò il decoratore suo compaesano Beniamino Sanna, il quale fece in un primo tempo la decorazione alla parte superiore, e in un secondo tempo la parte inferiore, dai capitelli in giù, in cui si nota l’influenza dei Pittori Gambini e Ferraboschi che decorarono la Cattedrale di Ales. Il lavoro fu terminato nel 1908.

Organo. L’organo è opera di Gennaro Galano di Oristano. Risale al 1850 ed era costato 160 scudi sardi.