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Aspetti antropici  
Insediamenti dal periodo nuragico al periodo aragonese spagnolo.  Il territorio di Gonnoscodina fu abitato fin dalla preistoria. Le cause che hanno favorito lo stanziamento umano sono da ricercare nelle condizioni geologiche, morfologiche, climatiche, nell’abbondanza di acque, nella ricchezza (fino a qualche decennio fa) di selvaggina stanziale e migratoria nelle vaste estensioni di pianura utilizzabili ai fini dell’agricoltura e dei pascoli. Testimoniano la presenza dei gruppi umani i frammenti di ossidiana del Monte Arci rinvenuti in tutto il territorio, trascinati a valle dal Rio Mogoro. L’ossidiana "perda pistoni" è una roccia di origine vulcanica, molto preziosa, di cui i popoli preistorici si servivano per fabbricare, nelle loro numerose "officine litiche" stupendi strumenti di caccia e di lavoro, come punte di frecce, coltelli, cuspidi di lancia. Il Monte Arci è chiamato dagli studiosi la montagna dell’"oro nero". I sardi furono attivissimi esportatori di ossidiana verso la Corsica, la Liguria, la Provenza; fu questo materiale a far conoscere economicamente la Sardegna. Nonostante queste tracce non sappiamo chi fossero queste prime popolazioni e chi lavorasse questo materiale. A testimoniare la presenza di genti nuragiche sono i numerosi nuraghi sparsi per tutto il territorio, fra i quali citiamo Il Nuraghe "Bruncu S’Arbia" e il Nuraghe "Pranu S’Ollastu" entrambi del tipo a monotorre. Queste sono le località dove sono state rinvenute stazioni di ossidiana:
  • Utzuru su Ludu
  • San Daniele
  • Benatru de is Arranas
  • Pranu Sogus

Nelle stazioni si trovano elementi grezzi o rifiuti di lavorazione (più o meno abbondanti) di ossidiana, però in genere mancano gli oggetti lavorati.

Insediamento dal periodo fenicio punico. Fino a poco tempo fa, si sosteneva che i fenici-punici si erano stabiliti solamente lungo le coste. Ricerche e studi recenti dimostrano che la fortezza "Su Nuraxi" di Barumini cadeva alla fine del VI secolo a.C. sotto il dominio di Cartagine. Anche Usellus, Baressa, e Mogoro subirono l’influenza fenicia. Ovviamente la conquista di questi territori presuppone anche quella del territorio di Gonnoscodina, distante pochi chilometri dalle zone menzionate.
Periodo Romano Il territorio continuò ad essere abitato e sfruttato nel periodo romano. E’ una delle feraci zone agricole della Sardegna, seminato da numerose fattorie agricole. Si sono trovati resti di piccoli agglomerati romani a San Daniele, Su Sensu, Campu Cungiau (piccola necropoli). Nella regione denominata "Saberis" nel 1917 fu scoperto un deposito monetario di 314 grandi bronzi imperiali da Traiano a Commado. A Gonnoscodina sono state rinvenute otto tombe di cui cinque a cassone. Nel 1928 furono trovate, in località "Aba Seris" 314 monete romane adesso conservate nel Museo Archeologico di Cagliari.
Periodo Medioevale Alcune fattorie agricole si conservarono anche in età medioevale come indicano la denominazione di Santi Titolari di Chiese, molto probabilmente cappelle sorte in aperta campagna. Le chiese sorgevano a Gonnoscodina nelle località denominate:
  • Santu Stevi (Santo Stefano)
  • Sant’Andria (Sant’Andrea)
  • Santa M’ragaida (Santa Margherita)
  • Santu Fatu (San Giacomo)
  • Santu Taniebi (San Daniele)
  • Santu Battumeu (San Bartolomeo)

La chiesa che sorgeva nella località "Santa M’ragaida" era adibita al culto fino al 1700, venne demolita verso il 1736 in seguito ad un ordine governativo, perché molte di queste chiese, essendo mal chiuse e mal custodite, diventarono rifugio di malfattori e di ladri. Il Vescovo di Ales, Monsignor Pilo eseguì gli ordini del Re e ne ordinò la demolizione. A "Santu Tamiebi" la chiesa sorge tuttora. Due sono le chiese dedica al Martire: della più antica esistono attualmente solo i ruderi. Della Chiesa di san Bartolomeo esistono solo due archi. Probabilmente Gonnoscodina è un centro sorto nel periodo medioevale, infatti tale nome figura nell’elenco dei paesi della Sardegna che pagavano le decime intorno al 1341. Gonnoscodina apparteneva al Giudicato di Arborea ed era compreso nella Curatoria di Parte Montis. La curatoria era formata da un complesso più o meno numeroso di villaggi raggruppati sotto il governo di un ufficiale regio che aveva il titolo di curatore. In occasione del trattato di pace stipulato tra l’11 gennaio 1338 tra Eleonora d’Arborea e Pietro IV d’Aragona, Gonnoscodina mandò un suo delegato a prestare giuramento di fedeltà e obbedienza alla sovrana. A partire dal 1354 la guerra infuriò violenta in Sardegna fino al 1410, anno in cui lo sconfitto Giudicato d’Arborea fu smembrato e ridotto in Marchesato di Oristano. Da questo periodo Gonnoscodina fa parte del suddetto marchesato. Passò poi a far parte della Contea dei Quirra come feudo dei Carroz. Quando la Contea fu trasformata in Marchesato divenne feudo del Centelles.