| Circondata da
caratteristici massicci rocciosi denominati
"tacchi" (una sorta di suggestivi altipiani
delimitati da monti di origine calcarea) che si ergono a
picco raggiungendo altezze vertiginose, Ulassai,
incastonata nel cuore dell'Ogliastra a 700 mt. sul
livello del mare, domina dalla sua posizione gran parte
della costa centro-orientale della Sardegna dalla quale
dista circa 20 Km.
Il suo territorio confina con Jerzu,
Gairo, Tertenia, Osini, Perdasdefogu, Ussassai ed
Esterzili; la sua distanza dal capoluogo di provincia
Nuoro è di 90 Km., mentre quella da Cagliari è di 124
Km. e quella da Olbia di 291 Km.
Al 31.12.2003 risultano censiti 1600
abitanti.
Il centro abitato
conserva ancora oggi pressoché intatte quelle che
furono le caratteristiche architettoniche degli antichi
paesi sardi. Si possono infatti ammirare alcune
costruzioni tipiche rappresentate da archi (mirabile
esempio ne troviamo nell’Arco di “Barigau”,
autentica porta per l’accesso al cuore del paese e
maestoso monumento che rappresenta l’ultima vestigia
di un’antica cinta muraria ormai completamente
scomparsa), portici e numerose strutture di vetusta
memoria da cui esala, ancora oggi, il sapore acre e
antico della mitica età dei padri.
Il suo territorio, data la sua
estensione (circa 13.000 ettari) e conformazione, offre
una notevolissima varietà di paesaggi tra i più
suggestivi della Sardegna.
Possiamo ammirare,
accanto agli estesissimi boschi di querce, elci,
agrifogli, corbezzoli, lentischi, ginestre, essenze
tipicamente mediterranee etc., numerosissimi ruscelli e
corsi d'acqua, il cui scorrere impetuoso, da luogo,
durante la stagione delle piogge, alla formazione di
stupendi laghetti dalle limpidissime acque attraversati
trasversalmente da vertiginose cascate che si riversano
nervose negli specchi d’acqua cristallina. Questo
mirabile tripudio di natura è sovrastato da maestosi
picchi calcarei, cornice imponente ad una natura ancora
pura ed incontaminata, che conserva inalterato tutto il
suo fascino e la sua originale e primigenia bellezza.
In questo contesto di
primitivo e selvaggio splendore un posto di primo piano
spetta di diritto al suggestivo ed incantevole "Tisiddu",
una struttura quasi dolomitica che si affaccia austera e
regale sul centro abitato riflettendo sulle case la
grandiosità delle sue vertiginose pareti che
raggiungono quasi i cento metri di altezza.
All’interno del
centro abitato si può ammirare il Palazzo Municipale
risalente ai primi del Novecento con diverse sale
interne decorate da pregiati affreschi di notevole
fattura. Importante ancora la chiesetta di San
Sebastiano, collocata nei pressi della piazza “Barigau”
, che, con la sua semplice e parca eleganza, rappresenta
un esempio pregiabile delle prime manifestazioni di
carattere protoreligioso riscontrabile nel paese.
La chiesa
parrocchiale, dedicata a S. Antioco martire, risale al
1950 c.a e conserva, al suo interno, bellissime opere d’arte
moderna tra cui emerge, per la forza espressiva e la
evocazione religiosa e sacrale che suscita nell’osservatore
anche più distratto, la stupenda “Via crucis”:
opera di Maria Lai, artista di fama internazionale
originaria di Ulassai, che rappresenta, nell’intersecarsi
armonico dei fili, il faticoso cammino del Cristo
durante l’ascesa al monte della crocefissione.
In prossimità dell’abitato
(circa 300 mt.) lungo la strada che conduce alle
foreste, ci imbattiamo nelle cascate “Lecorci” le
quali, durante la stagione delle piogge, danno vita a un
variegato e complesso gioco di acque che, nel loro
scorrere lieve e gorgheggiante, creano un fondersi
mirabile di luci e colori in cui l’acqua sembra quasi
sgorgare vitale dal cuore stesso delle rocce.
Di notevole importanza
un ricchissimo patrimonio carsico ed ipogeico ancora
poco conosciuto e non sufficientemente valorizzato in
cui spiccano le bellissime grotte "Is Lianas"
e "Su Marmuri", tra le più estese in Europa e
tra le uniche ancora "vive" con maestosi
stalattiti e stalagmiti in lenta ma costante crescita.
A circa sette Km. dal
centro abitato si colloca una ampia area denominata “S.Barbara”
che nei secoli ha rappresentato l’alter ego religioso
e culturale del paese. Al centro dell’area troneggia
una splendida chiesetta campestre di stile tardo
romanico che conferisce alla zona un vago sapore
spirituale e religioso. Nelle immediate vicinanze della
chiesa si dispongono poi antichi loggiati risalenti al
XII sec. che ben si collocano a cornice e corona della
stessa. A monte di questo antico ed originario nucleo è
presente, di più recente costruzione, un complesso di
nuovi loggiati che, realizzati in pietra locale a vista
ed incastonati in una tradizionale ed articolata serie
di muretti a secco, rappresentano un suggestivo tuffo
nel passato e nella memoria storica ed architettonica
del paese.
A poca distanza dalla
zona si ergono, da un’altezza a strapiombo di circa
100 mt. e per una larghezza che può raggiungere anche i
60 - 70 mt, le altissime cascate “Lequarci” che, con
la loro austera imponenza, costituiscono un mirabile
spettacolo di maestosità da cui, nella stagione delle
piogge, si riversano nella valle sottostante una serie
ininterrotta di minuscoli laghetti che si perdono in
lontananza tra le essenze odorose, agri e pungenti del
sottobosco mediterraneo.
Sotto il profilo
archeologico sono inoltre presenti nel territorio
numerosissime tracce di vita umana risalenti a periodi
storici antichissimi. Al terzo millennio risale il
villaggio megalitico in "Seddorrulu", ed un
agglomerato nuragico presso il nuraghe "Cabras".
Al secondo ed al primo millennio
risalgono inoltre i monumenti di età nuragica: i
nuraghi "Trucculu", "Ibbe de su Accili",
"Pranu", "Nuragheddu",
"Pauli", "Seroni", e moltissimi
altri.
Tombe dei giganti e
costruzioni nuragiche, anche in ottimo stato di
conservazione, appaiono variamente dislocate nei pressi
dei nuraghi isolati ed in ultimo parallelamente sono
individuabili tracce di insediamenti romani in località
"Girisaili", "Neuletta",
"Testerei", "Cuili de is iligis ladas",
"Godditorigius", "Cuccuru de Maraccus".
Variamente inserite
lungo tutto il territorio, fuse armoniosamente con esso
e quasi sorte per miraggio di natura tra le architetture
tradizionali del centro abitato e le incontaminate
bellezze paesaggistiche, numerose ed importanti opere d’arte
moderna di Maria Lai accompagnano e scandiscono i ritmi
della vita quotidiana del paese.
Opere come “La
scarpata” (intervento sul territorio, 1993), i calchi
lungo la strada per S. Barbara, le decorazioni nell’ingresso
sud del paese, (“La strada del rito e Le capre cucite,
1992), ed il fondamentale intervento “Legasi alla
montagna” (1981) si collocano a buon diritto tra le
rappresentazioni artistiche più importanti dell’opera
dell’artista. Di rilevantissimo valore poi la famosa
“Fontana”, ultima opera di Costantino Nivola, che
con la collaborazione di altri artisti come Maria Lai,
Guido Strazza e Luigi Veronesi, ha saputo rappresentare
una mirabile trasfigurazione artistica degli antichi
lavatoi pubblici particolarmente attivi nel paese.
Tra le risorse
artigianali presenti ed operanti nel paese, si ricorda
inoltre la Coop. Tessile “Su Marmuri” che alla
particolare maestria artigiana delle antiche tessitrici
ha saputo unire la preservazione e la valorizzazione del
vasto patrimonio culturale e di artigianato tessile
proprio della zona.
I turisti potranno
infine godere dell’ospitalità tipica delle genti
ogliastrine e gustare le specialità culinarie e
gastronomiche sarde nell’Albergo “Su Marmuri” sito
lungo il corso o, con prenotazione, presso il chiosco
ubicato presso le grotte omonime, e presso il punto di
ristoro nelle sue immediate vicinanze.
Giuseppe Cabizzosu
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