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E' un momento di grande partecipazione sociale che si estende anche ai visitatori forestieri ospitati in ogni vicinato ai quali vengono offerti del buon vino e i dolci tipici del periodo. E' proprio in occasione di questa festa che "escono" per la prima volta nell'anno sos Mamuthones e sos Issohadores. La festa dei SS. Cosma e Damiano rappresenta invece la fine dell'annata agraria. Si svolge nell'omonimo Santuario campestre, a 6 Km. dal paese, che è meta di numerosi pellegrini nel periodo estivo, dove è possibile soggiornare nelle caratteristiche hùmbessias che circondano la chiesa. A fine Settembre i festeggiamenti in onore dei due Santi si concludono con manifestazioni religiose, musicali, di folclore locale. Tra le feste popolari più antiche e ricche di folclore della Sardegna è il CARNEVALE MAMOIADINO, un Carnevale semplice, povero, se per povertà s'intende la mancanza di sofisticati carri allegorici in cartapesta o altri moderni mascheramenti, ma tra i più suggestivi e autentici. Tutta Mamoiada si riversa nella piazza principale per ballare i tradizionali passu torrau e sartiu, al suono dell'organetto, per ore ed ore, instancabilmente. Nulla è artificiale o d'importazione esclusi, naturalmente, i turisti che ogni anno giungono sempre più numerosi da ogni parte del mondo per assistere a questo genuino spettacolo. Molti soggiornano presso famiglie del paese (contattare l'Associazione Pro-Loco per sapere la disponibilità).Uomini e donne indossano il tradizionale costume, sfilando e ballando offrono a tutti i dolci tipici locali. Ma la maggior attrattiva, l'attenzione di tutti viene richiamata dalla sfilata dei Mamuthones e Issohadores che sono il simbolo di questo Carnevale e, con il loro procedere e la loro "musica" ritmata, trascinano e coinvolgono la folla. Si spostano come vogliono senza interrompere la compostezza dei loro movimenti, della danza, sono loro i veri padroni del Carnevale. «Senza Mamuthones e Issohadores non c'è Carnevale » dicono gli abitanti di Mamoiada. Un altro simbolo del Carnevale Mamoiadino è dato da un'altra maschera tipica chiamata Juvanne Martis, collocata sopra un carretto e attorniata da una ristretta cerchia di "parenti" che piangono la sua morte il martedì grasso, ultimo giorno di Carnevale. A conclusione dei tre giorni di balli e sfilate in piazza, viene offerto ai presenti un tipico piatto di fave con carne di maiale, il tutto innaffiato dall'ottimo vino locale. |
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