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Piccola storia. La storia di Mamoiada, tra il 550 e il 238 a.C. (epoca dell'invasione dei Cartaginesi in Sardegna) e nei secoli successiva, si identifica con quella dei "fieri montanari, sempre ribelli alla prepotenza straniera". In antichi documenti di archivio appaiono le varianti: Marmoiada, Mamoyata, Mamujata; in tempi recenti Mamojada. Attorno al secolo XI Mamoiada fece parte del giudicato di Arborea e successivamente della Curatoria della Barbagia di Ollolai. Durante il lungo periodo della dominazione Aragonese-Spagnola (1324-1720) il re di Spagna Ferdinando V assegnò Mamoiada ed altri centri del Nuorese a Pietro Massa di Arborea, mentre nel 1604 fu unita al Ducato di Mandas, feudo in origine dei Mazza e successivamente dei Tellez-Giron. Nel 1820, con l'Editto delle Chiudende, durante il dominio dei Savoia, cessò formalmente il Feudalesimo, che permise l'assegnazione delle terre alla popolazione locale, anche se di fatto, per vari motivi, vennero riscattate per la quasi totalità dai nobili del paese. Nel 1847, con la fine del Regno Sardo-Piemontese e con la successiva Unità d'Italia, anche Mamoiada, unitamente ad altri paesi della Sardegna e della penisola, si adeguò alla nuova situazione politica e ai vari movimenti e trasformazioni socio-economiche tuttora in atto. Prodotti artigianalmente e di genuina bontà sono il pane harasau, i formaggi e una numerosa serie di dolci tipici locali. Eccellente la qualità dei vini biancu e nigheddu. L’artigianato produce gli antichi mobili, cassapanche tradizionali e le autentiche maschere di Mamuthones conosciute ormai dappertutto ma si trovano esclusivamente nei piccoli laboratori dei pochi maestri artigiani del paese. Così come le miniature in ceramica e le riproduzioni complete dei Mamuthones e Issohadores. A 5 Km. dal paese si trova il santuario dei SS. Cosma e Damiano ritenuto da alcuni studiosi il più antico della Barbagia, risalirebbe al VII secolo d.C. All'interno della chiesa si nota una nicchia in trachite rosa del '600 ed alcuni affreschi di stile bizantino, alle pareti 14 formelle in ceramica smaltata, di buona fattura, raffigurante le stazioni della “Via Crucis” realizzate in Spagna, nella fabbrica di Alcora, a Castellon de la Plana, nella seconda metà del '700, dall’artista Jacinto Causada; le stesse sono state ammirate da tutto il mondo nel 1998 in occasione della Via Crucis del Venerdì Santo, officiata dal Papa Giovanni Paolo II, al Colosseo. Dal punto di vista architettonico, l’emblema di Mamoiada è la chiesa di Nostra Signora di Loreto, sita al centro del paese, di probabile periodo medioevale. |
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