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Escalaplano si trova in
provincia di Nuoro e dista dal capoluogo 143 chilometri. Ha circa 3000
abitanti ed è situato a 143 metri sul livello del mare. Il territorio
di Escalaplano si estende per 94 chilometri quadrati. Appartiene alla
Diocesi di Lanusei. La festa principale è San Sebastiano che si celebra
il 20 gennaio.
Codice di avviamento postale 08043
da
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POSIZIONE GEOGRAFICA: Escalaplano è situato alla latitudine 39°, 38’ e alla longitudine del meridiano di Cagliari 10’ e 40’’. Giace alle pendici meridionali di un altopiano fra due fiumi Rio Stalis e Flumendosa) Tiene Perdasdefogu a Nord-Est a circa 18 km di distanza, Ballao verso Sud a circa 13 chilometri e Orroli a Nord-Ovest a circa 18 chilometri . Isili dista circa 40 chilometri.
STORIA:
La tradizione e le vestigia ritrovate testimoniano che erano abitati in epoche molto antiche in luoghi Sarrantas, Fossada, Sa Canna e Perdu Euzei.
Escalaplano apparteneva alla provincia di Isili e diocesi di Bonovaglia. Era parte della curatoria di Gabilla. Nell’anno 1838, all’epoca della liquidazione dei feudi, il comune di Escalaplano apparteneva al Ducato di Mandas posseduto dalle famiglie Tollez u Girau Don Pedro (Duca di Assuna Spagna). Il detto durato aveva dei possedimenti nella curatoria di Siurgus, in parte Valencia nella Barbagia, in un complesso avente 23 comuni.
NOTIZIE RELATIVE AGLI ANNI DAL 1920 IN POI:
Agricoltura:
l’area territoriale di Escalaplano è calcolata in strarelli 12.000 compresi pure le parti che non soffrono colture. Si suole seminare ogni anno starelli 1000 di grano, 800 di orzo, 200 di fave e di piselli. Il grano rende il 6, l’orzo il 10, le fave il 5, i piselli anche il 12. Quello che soppravanza di cereali portasi a vendere a Tortolì sul dorso dei cavalli perché non è possibile con i carri. Si coltivano alcune specie di ortaggi e di lino. Le viti vi prosperano annualmente si raccolgono circa 20000 quartare di mosto. Il vino prodotto è ottimo. Se ne brucia poco per acquavite. Le piante fruttifere di diversa specie sommano a circa 15.000. I chiusi non contengono più di 300 starelli di terreno.
Bestiame:
Si numerano 2000 pecore, 1500 capre, buoi, e vacche 400, vacche rudi 500, giumenti 200. Quando gli Escalaplanesi potevano vendere nel porto di Sarrabus i loro formaggi ai napoletani, le pecore e le capre erano più numerose.
Selvaggina:
I cacciatori trovano facilmente cinghiali, cervi, daini e altre specie minori. Sono numerosissime le varie specie degli uccelli e nella fine inverno trovansi grandissimi sciami di tordi.
Acque:
formansi o crescono nel territorio di Escalaplano non meno di 16 ruscelli che confluiscono nel Flumendosa e alla Stanale. Non esiste un ponte per attraversare i due fiumi, sebbene d’inverno sia molto pericoloso attraversarli. Per non essere totalmente interrotte le comunicazioni con altri villaggi del
dipartimento si attraversa il Flumendosa con una barchetta e per questo il comune deve pagare 23 starelli di grano. In questi fiumi abbondano le trote, le anguille, le tinche. Non pochi escalaplanesi si dedicano alla pesca e si computa che i medesimi prendono circa 45 cantare delle tre specie che
portano a vendere nei vicini dipartimenti.
Clima:
Il suolo del paese è sempre stato piuttosto secco in quanto sente l’influsso della maggior parte dei venti. Il caldo è moderato e le nevi, molto rare sciolgono presto. Le piogge talvolta scarse ed assai desiderate nella primavera. La nebbia è un fenomeno raro. Le tempeste sono poco frequenti.
NOTIZIE RELATIVE AGLI ANNI DAL 1940 – 1950.
le famiglie che compongono il paese di Escalaplano sono 700, gli abitanti 3446.
Ogni anno ci sono 25 matrimoni, 128 nascite, 27 morti. Gli artigiani e impiegati sono 100. Gli alunni della scuola 497. Coltivazioni: grano 10.000 starelli, orzo 500 starelli, fave 200. Bestiame: pecore 3.337, capre 941, buoi e vacche 371, cavalli 23, asini
79.
I DINTORNI DI ESCALAPLANO.
A 20 chilometri da Escalaplano si trova Perdasdefogu situato a 599 metri sul livello del mare, in territorio molto aspro e poverissimo nei tempi antichi. Attualmente il paese è sede di una importante base militare.
A 15 chilometri si trova Ierzu, situato a 435 metri sul livello del mare in magnifica posizione panoramica. A Ierzu ci sono vari gruppi di domus de janas a pèerda Pertunta ed a Sa Ibba. A S. Ilisci c’è la Chiesa di Sant’Antonio a un chilometro dal paese e vi si celebra una suggestiva festa.
Fra Perdasdefogu e Ierzu si trova l’altura di Serra Longa, ove si raggiunge la quota di 850 metri. Si percorre lungo via il piede di molti picchi calcarei, si vedono trincee per l’estrazione di minerali ferriferi. Gli abitanti di Ierzu lavorano con tenacia e grande attività i vigneti che producono ottimo vino. Hanno anche numerosi oliveti e frutteti. Continuando il cammino tra pascoli e vigneti sotto arditissime creste si sale fino a raggiungere la Stazione di Ierzu a 611 metri sul livello del mare, poi si giunge ad Ulassai situata a 740 metri. Da lì si gode una bella vista sul Tirreno. Si trovano vari nuraghi nel territorio tra cui il Nuraghe Pranu, Il Nuragheddu e il Nuraghes’Ulina. A circa 45 minuti dal paese di Ulassai, verso ovest c’è la grotta di Su Marmuri fra le pèiù belle della Sardegna. L’altura sulla falda del monte è piccola e poco si avverte. Affacciandovisi spalanca un baratro, in alcuni punti ripidissimi in fondo al quale c’è una colossale stalagmite. Si scende per numerose giravolte sul terreno ora inclinato costeggiando un lago freddissimo. Si passa in una sala vastissima con magnifiche stalagmite funghiformi, di bianchezza marmorea. Trovasi anche stalatiti lunghe e sottili che, percosse, danno regolari risonanze. La grotta è una delle poche dove ha dimora Barhysciola gestroi, coleottere della famiglia dei silfidi. La grotta è emozionante, la visita è consigliabile da giugno a settembre, nella stagione delle piogge le acque rendono difficili alcuni passaggi.
Lanusei è situato in posizione amena (a metri 555 sul livello del mare) in mezzo a frutteti ed uliveti, coltivazioni e boschi, abbastanza conservati con vasti parorami sui monti e sul mare. Lanusei è un buon punto di partenza per la gita alla grotta di Ulassai. E’ Sede di Pretura, di Tribunale e di Diocesi. A Lanusei c’è anche un Ospedale.
Per giungere a Tortolì si può passare da Lanusei o da Barisardo. Da Ierzu si scende per la bella valle alla cantoniera San Paolo e si passa sul ponte del Fiume Pelau. Si ha una bella vista sulle aspre punte del monte de Ferru (m 875), ed oltre, che formando con esso catena, si spingono fino verso il mare al capo sferracavallo.
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