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Storia.
Il nome di
Barisardo deriva dalla costituzione del Regno d’Italia. Infatti
fu necessario non confonderlo con Bari in Puglia. Prima si
chiamava Bari, derivante dal termine di radice mesopotamica
"bar" che significa "acquitrino". Barisardo si
trova a 130 chilometri da Cagliari, 130 chilometri da Olbia e 17
da Lanusei. Anticamente passava a Barisardo la strada orientale
romano-punico-fenicia e infatti vi si trovano ancora rari menhirs
che l’urbanizzazione ha fatto quasi scomparire.
L’abitato di
Barisardo, è quasi nascosto dal mare questo è dovuto al fatto di
doversi nascondere dalle incursioni dei pirati. Nei registri
parrocchiali è riportata una testimonianza relativa al 18 ottobre
del 1595: " Sa die de Santu Luca, qandu si funti mortus is
Turqus in sa padula".
Vulcano
spento:
il territorio è
caratterizzato dalla presenza di un vulcano spento nell’altopiano
di Tecu. Dalla collina vulcanica di Iba Manna si riversa in mare
un fiume nero di lava pietrificata.
Torre:
Sulla costa di
Barisardo si nota la torre risalente al XVI secolo che fu eretta
da Filippo II di Spagna come difesa dalle incursioni saracene e
dei pirati.
Chiesa
Parrocchiale:
La chiesa
parrocchiale di Barisardo è dedicata alla Beata Vergine di
Monserrato. E’ una delle più belle chiese dell’Ogliastra per
la ricchezza dei marmi. Fu edificata nel 1601 e completata nel
1750. I marmi sono stati aggiunti in epoca successiva nel secolo
XVIII. Il campanile della Chiesa, in stile rococò, è fra i più
belli di tutta la Sardegna. E’ stato costruito dal Maestro Melis
di Cagliari nel 1783 su disegno dell’Architetto Giuseppe Viana.
Nel 1812 lo stesso Melis costruì anche l’Oratorio dei
Confratelli del Rosario. Nella Chiesa si può ammirare una Sacra
Famiglia dipinta da una maestro della Scuola di Raffaello.
Archeologia:
Da non perdere la
visita alle "Domus de Janas", si tratta di grotte
artificiali scavate nella roccia granitica o di trachite, che la
tradizione antica riteneva fossero case di fate o di streghe. In
realtà erano probabilmente monumenti funebri utilizzati per
deporvi i defunti e gli oggetti che erano loro appartenuti in
vita. Queste grotte appartengono alla preistoria prenuragica, e
risalgono al neolitico nella seconda metà del III millennio
avanti Cristo. Le Domus de Janas si trovano in località Su Pranu,
Pizzu ‘e Monti, Sa Iba Manna, S’Arcu De Is Serrelis, Su Crastu,
Buca ‘e Strempu, S’Abba ‘e Sa Murta.
Molto interessante
anche la visita a "Is Perdas Fitas". Sono
sostanzialmente antichi "Dei" di pietra nei quali è
rappresentato il simbolo fallico o anche taurino, intendendo
celato nella pietra lo spirito fecondatore, e con questa
intenzione si facevano attorno a queste grandi pietre danze
scaramantiche, dalle quali derivano gli attuali balli
tradizionali.
Nel territorio di
Barisardo si trovano anche numerosi nuraghi in rovina ma comunque
molto interessanti: Sellersu, Puliga, Moru, Sa Iba Manna, Mattalè,
Mindeddu, Niedda Puliga, Lurcurì, Geperarci, Foxi e su Crastu.
Nella località di Boschinu si trovano i resti di un antico
villaggio romano.
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