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Storia di Teulada
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I navigatori fenici che si spinsero fino alle
coste sarde, intorno al 700 a.C., vi stabilirono approdi di
fortuna e divennero poi stabili residenze, costruendo imponenti
manufatti portuali, oggi sommersi a seguito dell'innalzamento del
livello del mare. Tracce delle residenze abitative
(nuclei consistenti con funzioni di assistenza e
approvvigionamento, oltrechè di lavorazioni specifiche a sostegno
della navigazione) sono visibili a Malfatano e Zafferano.
Quest'ultima caletta è collegata, da uno stretto istmo, al
promontorio di Capo Teulada, il punto geografico più meridionale
della Sardegna e il rilievo più cospicuo per i marinai che , per
millenni, hanno incrociato in queste acque, navigando a vista. La
prima carta nautica della Sardegna, attribuita a Tolomeo di
Alessandria d'Egitto, mostra in evidenza l'estrema propaggine del
mezzogiorno dell'Isola. L'indicazione dell'importanza di Capo
Teulada, infatti, risulta non solo dalle cartografie medievali,
principalmente di origine veneziana e fiorentina, ma anche dal
rilievo datogli dagli ammiragli saraceni, ottimi marinai e
cartografi. In una cronaca settecentesca l'ansa di Cala Aligusta,
posta sul lato occidentale del promontorio, era descritta:
"atta a ricoverare otto brigantini dei corsari
africani", che proditoriamente assaltavano il naviglio
mercantile in transito, che utilizzava Capo Teulada come punto
cospicuo.
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Chiesa di Sant'Isidoro
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La Chiesa campestre di sant'Isidoro ha origini
più remote dell'attuale localizzazione di Teulada. Essa, infatti,
era inclusa in un fortino sorto a presidio del territorio
retrostante il Porto Budello. Il piccolo baluardo, per secoli,
protese il paese di Teulada nel suo continuo arretramento verso
l'entroterra, dalla piana di Zafferano al sito attuale.
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Chiesa
parrocchiale e residenza Baronale |
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Testimonianza del lungo periodo spagnolo è la
chiesa parrocchiale, dedicata alla Madonna del Carmine, e il
centro storico. La residenza baronale, un palazzetto antistante la
chiesa, oggi ristrutturato, ospitò i Baroni Sanjust di Teulada,
che qui amministrarono la giustizia e le tasse, come era
tradizione della dominazione aragonese. Il feudo di Teulada fu
venduto dalla Corona Spagnola una prima volta nel 1603 a Pietro
Porta, al quale si deve la costruzione delle torri costiere e la
reintroduzione delle tonnare, e una seconda volta nel 1668 al
cagliaritano A. Catalan. Una nipote di costui, erede del feudo,
maritata con G.B. Sanjust, diede inizio alla dinastia dei baroni
Sanjust di Teulada, che avrebbe mantenuto fino ai primi decenni
del 1800.
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Spagnoli di ieri e di oggi
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Fra le numerose componenti della tradizione
teuladina bisogna ricordare quella che è, forse, la più
caratteristica: il costume locale, gelosamente mantenuto così
come si è tramandato nei secoli. Il costume maschile conserva il
particolare cappello a falda larga, di provenienza spagnola, come
le camicie maschili, provviste di un ampio colletto e i pantaloni
larghi alla caviglia, che rendono i cavalieri teuladini
inconfondibili nelle rassegne folkloristiche in occasione di
ricorrenze culturali, di tradizioni popolari e di devozione
religiosa. Il costume femminile, più aderente alla tradizione
sarda, aggraziato e colorato, è ricco di ori, pendagli e ricami
accuratissimi di broccato pregiato. Dall'antica dominazione subita
per 500 anni si è passati alla fratellanza dei nostri giorni con
la cittadina spagnola di Teulada, situata fra Valencia e Alicante,
anch'essa, come la Teulada sarda, distante dal mare circa 6
chilometri. Con l'omonimo centro spagnolo c'è un gemellaggio
contratto agli inizi degli anni 80 con reciproca soddisfazione e
scambio di delegazioni e visite culturali; oggi il gonfalone di
Teulada - Alicante campeggia accanto a quello locale nella Sede
dell'Associazione Pro Loco, nella piazza centrale di Teulada.
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I testi su Teulada sono stati gentilmente forniti dal dott.Salvatore
Loi.
E-mail salvatore.loi@tiscalinet.it
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