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Assemini
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Assemini è un importante centro agricolo, artigianale, industriale e commerciale della provincia di Cagliari. Il territorio di Assemini è situato nel limite meridionale della pianura del Campidano presso le foci del Fumini Mannu e del Cixerri, dista da Cagliari 13 km. Assemini ha origini punico-romane. Appartenne al giudicato di Cagliari e subì la dominazione Pisana, aragonese e spagnola, fece parte della Contea di Quirra e della

Baronia di San Michele. Il territorio, forse perché occupa un terreno ricco di falde acquifere, fu oggetto di interesse per molte dominazioni straniere quali i Punici, i Fenici, i Romani, gli Arabi, i Pisani, gli Spagnoli e i Piemotesi.

Le chiese
San Pietro
La chiesa di San Pietro di Assemini fu costruita nella seconda metà del secolo undicesimo, risale al periodo romano bizantino .Nel 1500 subì una ristrutturazione in stile GOTICO CATALANO, del quale troviamo traccia nel portale a lato della facciata.Ha la facciata rettangolare merlata con un campanile a vela.

San Giovanni
costruita tra il decimo e l'undicesimo secolo in epoca bizantina. L'interno è costituito da una PIANTA a CROCE GRECA e le VOLTE a BOTTE.

Sant'Andrea
Situata alla fine di Via Sardegna, a circa un km dalla chiesa parrocchiale, sorge la piccola chiesa settecentesca dedicata all'Apostolo Pescatore Sant'Andrea, fratello del più famoso San Pietro, Primo Papa di Roma. Un tempo chiesa campestre, oggi è avamposto dell'espansione dell'edilizia cittadina. Si dice che questa abbia all'interno una grossa pietra, sotto cui ci fosse un tesoro, così un giorno, qualcuno andò a sollevarla, ma sentì una voce che gli disse: "rimettimi d0ve'ero perchè stavo molto meglio"; così fu e non venne più toccata. In realtà la grossa pietra non era altro che un grosso cippo miliare che attualmente è conservato nei locali del Circolo- oratorio della Parrocchia.
Benchè la festa liturgica sia il 30 novembre, commemorazione del suo martirio, ormai da diversi anni Sant'Andrea, chiamato dai greci "Protocleto", cioè "chiamato per primo" ad essere discepolo di Gesù, è festeggiato dagli asseminesi la terza domenica di settembre con grande concorso di folla. il Casalis, nel suo dizionario del 1833, ricorda che la festa era celebrata il 21 settembre di ogni anno. Dal 1967 al 1984 la festa fu sospesa e la Chiesa abbandonata e andò in rovina. Per interessamento della Famiglia Vincis, tra il 1984 - 1985, il Comune stanziò un finanziamento al fine di ristrutturare la Chiesa. Da questo momento si riprese a celebrare la festa di Sant'Andrea. Per tanti anni il Comitato organizzava il festeggiamenti in onore del Santo Patrono dei pescatori con il sostegno dei soci e della popolazione. Dal 1990 invece è nata l'Associazione Sant'Andrea.

Cappella del Sacro Cuore di Gesù
Una devozione molto sentita dagli abitanti di Assemini è quella al Sacro Cuore di Gesù. Molti ricordano con nostalgia, quando tra Assemini e il Rione del Carmine c'erano campi e orti, la Cappella del Sacro Cuore, meta di devozione e di soste oranti. Sorgeva dove oggi è stata costruita la chiesa Parrocchiale della Madonna del Carmine, alla confluenza di Via Sardegna e Corso America (ex via Siotto Pintor). Venne costruita agli inizi degli anni 30 da Francesco Girau, proprietario allora del terreno, che alla sua morte, avvenuta nel 1935, fu acquistato da Francesco Lai, padre di Anna Lai - Merenu, benefattrice della Parrocchia. Quando nel 1973 si iniziarono i lavori per la erigenda Chiesa Parrocchiale del Carmine, venne smantellata la vecchia Cappella e per non perderne la memoria, l'amministrazione Comunale ha voluto, in modo lodevole, dedicare una strada adiacente, tra i giardinetti di Piazza del Carmine e la Scuola Media.

Santa Lucia
La chiesa di Santa Lucia di Assemini, è a tre parti, ampio rosone centrale e campanile a vela.

San Cristoforo
Chiesetta del XVII secolo

Beata Vergine del Carmine di Assemini - La vecchia Chiesa
Il nome della antica chiesetta del Carmine ha le sue origini nella località "Il Carmine" (in sardo "su Cramu") ove si venerava la Madonna. Il Carmine era una frazione del Comune di Assemini, alquanto isolato, separata da Assemini da grandi distese di terreni coltivati ad ortaggi, dagli stessi Asseminesi. Gli abitanti del Carmine, che venivano chiamati "I Carmelitani", negli anni 50, erano un gruppo di circa 60 famiglie che svolgevano diverse attività. Questi, all'inizio del 900 e precisamente nella prima decade, costruirono in questa località un tempio, tutto in pietra, in onore della Beata Vergine, opera totalmente realizzata dalla loro generosità. Il signor Giovanni Stara regalò il terreno e contribuì sia con indicazioni tecniche sia con manodopera, alla realizzazione di tale Chiesa e con la sua famiglia ne fu il custode e il curatore degli arredi. Di questa famiglia il signor Luigi fu anche il Sacrista. In questa Chiesa, tuttora aperta al pubblico, si conserva una lapide che ricorda la data della sua consacrazione e l'elenco di quanti hanno concorso alla sua costruzione. Da detta lapide commemorativa, un tempo collocata all'esterno, si legge che in data 13 luglio 1912, Mons. Giuseppe Miglor, Vicario Capitolare, inaugurava la nuova Chiesa essendo Parroco di Assemini il Sacerdote Francesco Putzu. Da allora la popolazione di Assemini ogni anno ha onorato la Madonna del Carmine. La festa, sia religiosa che profana in onore della Beata Vergine si celebra il 16 luglio e di settembre con la partecipazione totale di tutti gli Asseminesi, che, per tale festività, osservava anche il riposo festivo. Nel mese di maggio veniva, nella vecchia chiesa, recitato il santo rosario: sino agli anni 40 veniva cantato in sardo e susseguentemente recitato in latino. Per il Santo Natale si allestiva un bellissimo presepio, molto particolare per lo scenario e per i personaggi, tanto che gli asseminesi ne facevano loro meta per poterlo ammirare. Il Giovedì Santo si adorava il Santissimo nel Sepolcro ed il Venerdì Santo la Santa Croce. Nel 1958 l'Arcivescovo di Cagliari S.E. Mons. Paolo Botto eresse la Chiesa della Beata Vergine del Carmine a Parrocchia, nominando Parroco il Sacerdote Don Albino Mancosu di Samassi, che fece il suo ingresso il 28 dicembre 1958.
Il pomeriggio del 28 dicembre 1958 la frazione del Carmine di Assemini si era vestita a festa con bandiere, stendardi, mentre le campagne suonavano a distesa. Tutti i "Carmelitani" si riunirono nel piazzale della Chiesa per ricevere il loro Parroco. Erano presenti anche il Reverendo Parroco D. Callisto Pili ed il Vice Parroco Don Mario Isola, le rappresentanze con i vari gruppi e con i rispettivi vessilli della Parrocchia di San Pietro. Sua Eccellenza Mons. Paolo Botto, Arcivescovo di Cagliari presentò il Parroco. L'entusiasmo de "I Carmelitani" era grande. Il Parroco Don Albino Mancosu cominciò a visitare le famiglie con molta semplicità, adattamento e disponibilità. Gli abitanti del Carmine vennero, poco per volta, a conoscenza che la vera Sede della Parrocchia non sarebbe rimasta nel luogo dove era stata costruita la Chiesetta, essendo piccola come edificio. Si sarebbe provveduto alla costruzione di una struttura più grande. Nel 1959 sorse il Gruppo di Azione Cattolica. Si allestì un piccolo ambiente, di circa 20 mq, attiguo alla Chiesetta, che fungeva come punto di incontro per le diverse necessità dei gruppi. Si comprò un piccolo televisore che si installò nel saloncino, dando modo alla gente di seguire alcuni programmi televisivi specie la domenica sera. A quei tempi davano "Lascia o Raddoppia?". Cominciarono a sorgere iniziative sia a livello religioso (con i Gruppi Catechisti, Chierichetti, Comitati per le Feste) che profano con molte iniziative lasciate all'inventiva delle singole persone: le più belle venivano dal Gruppo Femminile a livello ricreativo. Si ottennero dei risultati fantastici e delle vere competizioni tra le due Parrocchie: in particolare il Recital organizzato da "I Carmelitani" per il Carnevale del 1960 fu un successo straordinario. Ci sarebbe voluto molto tempo prima di poter avere la Chiesa nuova. La famiglia del signor Silvio Mereu di Assemini regalò un terreno per edificare un locale provvisorio. Mancavano i soldi per realizzare detto locale che, a costruzione realizzata, verrà chiamato "Il Salone". Si fece appello agli abitanti di Assemini a collaborare offrendo con generosità quanto potevano; e così, per quasi un anno, il Parroco Don Albino Mancosu e il signor Vincenzo Farci bussarono a tutte le porte, avendo un'unica risposta: tanta generosità da parte di tutti, come del resto gli asseminesi hanno sempre fatto. Nell'arco di due anni si riuscì ad edificare il locale detto "Il Salone" e così avvenne il trasferimento al nuovo locale. Solo nel 1965 asfaltarono il pezzo di strada antistante il Salone. Anche l'intonaco esterno del Salone venne realizzato dopo diversi anni. Il Salone era adibito a Chiesa e lì si svolgevano tutte le attività, compreso il catechismo. Per le Riunioni di Gruppo invece si utilizzava la piccola Sacrestia (sino agli anni 70). Alla fine degli anni 60 la signora Anna Lai di Assemini fece dono del terreno per edificare la Chiesa della Beata Vergine del Carmine e la Casa Parrocchiale. Si fece fare il progetto da un'Ingegnere e il plastico, che i parrocchiani potevano ammirare in attesa della realizzazione.


Tradizioni e sagre
Matrimonio Asseminese
Ad Assemini rivivono antiche tradizioni e sagre. La più importante è quella del Matrimonio che generalmente si celebra la seconda o ultima domenica di luglio.
La festa si tiene nella Chiesa Parrocchiale di san Pietro Apostolo, Patrono di Assemini oppure nella chiesa di sAnta Lucia, situata nella periferia di Assemini.
L'antico matrimonio asseminese prevede che gli sposi, in costume tipico siano incatenati dai testimoni (le catene rappresentano l'unione). Sono accompagnati in chiesa da gruppi in costume sardo e tradizionalmente partecipano alla sagra anche gruppi folkloristici provenienti da altre parti d'Europa.
La cerimonia avviene secondo un rito che, secondo la tradizione, si tramanda da secoli. Durante la cerimonia i gruppi folk cantano e si esibiscono in danze tradizionali di fronte ad un pubblico sempre più numeroso. Dopo la cerimonia religiosa gli sposi, sempre incatenati, tornano alla propria abitazione e ricevono s'arazza, contenente petali di fiori, grano, dolci e soldi in segno augurale.

Mostra Mercato dell'Artigianato
Si tiene generalmente nello stesso periodo del matrimonio asseminese, nella mostra sono esposti gli oggetti di artigianato prodotti dagli artigiani di Assemini, come ceramiche, coltelli e argenti.

Santa Lucia
La festa in onore di Santa Lucia, patrona della città insieme a San Pietro, si tiene generalmente nell'ottava settimana di Pasqua. Il rito religioso prevede una solenne processione durante la quale la statua della santa partendo dalla attuale chiesa è portata nella chiesetta in periferia. Dopo la festa la statua è riaccompagnata nella parrocchia.

San Giovanni Battista
San Giovanni Battista si celebra ad Assemini il 24 giugno nella chiesa dedicata al santo. La costruzione della chiesa risale al periodo bizantino, nel periodo fra il X e l'XI secolo.

Beata Vergine del Carmine
Si celebra il 16 luglio con manifestazioni civili e religiose che culminano con una solenne processione, alla quale partecipa un'alta autorità Ecclesiastica.

Artigianato
L'arte della Ceramica: conseguenza di una tradizione artistica che affonda le sue radici fin dai tempi più remoti. E' d'obbligo per chi viene ad Assemini visitare le botteghe degli "strexiaius" gli artigiani che con l'argilla alcalina creano le stoviglie di uso quotidiano. Oggi oltre ai manufatti tradizionali vengono prodotte stoviglie ornamentali di figure e motivi naturalistici. Di recente è stato fondato il Centro Pilota per la Ceramica. Vi si svolge inoltre, il Concorso Nazionale di Ceramica Artistica a cadenza biennale.


Gastronomia

Sa panada asseminese
Panada di anguille. Ingredienti e dosi approssimative per sei persone:      
700 gr. di semola di grano duro fine, un cucchiaio di strutto di maiale, sei anguille fresche, olio di oliva, tre pomodori secchi, due spicchi d'aglio, un mazzetto di prezzemolo, acqua, sale e pepe.
Preparazione della sfoglia:
Impastare la semola (oppure si può utilizzare la farina 00) con acqua tiepida, lo strutto e un pizzico di sale. Lavorare la pasta e tenerla in luogo fresco. Dall'impasto prendere dei pezzetti di media grandezza e stenderli con il mattarello realizzando sfoglie sottili.. Tagliateli poi in forme rotonde da poggiare sopra i piatti fondi, sui quali sia stata stesa un tovagliolo con un pò di farina (per non fare attaccare la pasta). La sfoglia così disposta prenderà la forma dei piatti e sarà adatta per l'introduzione del ripieno. 
Preparazione del ripieno:
Tagliare le anguille a pezzetti, tritare finemente il prezzemolo, il pomodoro secco e l'aglio, aggiungere un pizzico di sale e pepe, un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Preparazione della panada:
Dividete il ripieno in sei parti uguali. Adagiatelo sulla sfoglia. Tagliate altre sei sfoglie rotonde, un pò più piccole, e unitelo con una pressione sui brodi in modo che siano chiuse ermeticamente e poi arrotolate i bordi a cordoncino. Cuocere nel forno caldo a 180-200° per 30 minuti. Possono essere serviti caldi o freddi.
Panada di carne.
La preparazione della panada di carne è identica alla precedente. Sostituite alle anguille 500 grammi di carni ovine e suine tagliate a pezzetti molto piccoli.

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