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Baronia
di San Michele. Il territorio, forse perché occupa un terreno
ricco di falde acquifere, fu oggetto di interesse per molte dominazioni
straniere quali i Punici, i Fenici, i Romani, gli Arabi, i Pisani, gli
Spagnoli e i Piemotesi.
Le chiese
San Pietro
La chiesa di San Pietro di Assemini fu costruita nella seconda metà
del secolo undicesimo, risale al periodo romano bizantino .Nel 1500
subì una ristrutturazione in stile GOTICO CATALANO, del quale
troviamo traccia nel portale a lato della facciata.Ha la facciata rettangolare
merlata con un campanile a vela.
San Giovanni
costruita tra il decimo e l'undicesimo secolo in epoca bizantina. L'interno
è costituito da una PIANTA a CROCE GRECA e le VOLTE a BOTTE.
Sant'Andrea
Situata alla fine di Via Sardegna, a circa un km dalla chiesa parrocchiale,
sorge la piccola chiesa settecentesca dedicata all'Apostolo Pescatore
Sant'Andrea, fratello del più famoso San Pietro, Primo Papa di
Roma. Un tempo chiesa campestre, oggi è avamposto dell'espansione
dell'edilizia cittadina. Si dice che questa abbia all'interno una grossa
pietra, sotto cui ci fosse un tesoro, così un giorno, qualcuno
andò a sollevarla, ma sentì una voce che gli disse: "rimettimi
d0ve'ero perchè stavo molto meglio"; così fu e non
venne più toccata. In realtà la grossa pietra non era
altro che un grosso cippo miliare che attualmente è conservato
nei locali del Circolo- oratorio della Parrocchia.
Benchè la festa liturgica sia il 30 novembre, commemorazione
del suo martirio, ormai da diversi anni Sant'Andrea, chiamato dai greci
"Protocleto", cioè "chiamato per primo" ad
essere discepolo di Gesù, è festeggiato dagli asseminesi
la terza domenica di settembre con grande concorso di folla. il Casalis,
nel suo dizionario del 1833, ricorda che la festa era celebrata il 21
settembre di ogni anno. Dal 1967 al 1984 la festa fu sospesa e la Chiesa
abbandonata e andò in rovina. Per interessamento della Famiglia
Vincis, tra il 1984 - 1985, il Comune stanziò un finanziamento
al fine di ristrutturare la Chiesa. Da questo momento si riprese a celebrare
la festa di Sant'Andrea. Per tanti anni il Comitato organizzava il festeggiamenti
in onore del Santo Patrono dei pescatori con il sostegno dei soci e
della popolazione. Dal 1990 invece è nata l'Associazione Sant'Andrea.
Cappella del Sacro Cuore di Gesù
Una devozione molto sentita dagli abitanti di Assemini è quella
al Sacro Cuore di Gesù. Molti ricordano con nostalgia, quando
tra Assemini e il Rione del Carmine c'erano campi e orti, la Cappella
del Sacro Cuore, meta di devozione e di soste oranti. Sorgeva dove oggi
è stata costruita la chiesa Parrocchiale della Madonna del Carmine,
alla confluenza di Via Sardegna e Corso America (ex via Siotto Pintor).
Venne costruita agli inizi degli anni 30 da Francesco Girau, proprietario
allora del terreno, che alla sua morte, avvenuta nel 1935, fu acquistato
da Francesco Lai, padre di Anna Lai - Merenu, benefattrice della Parrocchia.
Quando nel 1973 si iniziarono i lavori per la erigenda Chiesa Parrocchiale
del Carmine, venne smantellata la vecchia Cappella e per non perderne
la memoria, l'amministrazione Comunale ha voluto, in modo lodevole,
dedicare una strada adiacente, tra i giardinetti di Piazza del Carmine
e la Scuola Media.
Santa Lucia
La chiesa di Santa Lucia di Assemini, è a tre parti, ampio rosone
centrale e campanile a vela.
San Cristoforo
Chiesetta del XVII secolo
Beata Vergine
del Carmine di Assemini - La vecchia Chiesa
Il nome della antica chiesetta del Carmine ha le sue origini nella località
"Il Carmine" (in sardo "su Cramu") ove si venerava
la Madonna. Il Carmine era una frazione del Comune di Assemini, alquanto
isolato, separata da Assemini da grandi distese di terreni coltivati
ad ortaggi, dagli stessi Asseminesi. Gli abitanti del Carmine, che venivano
chiamati "I Carmelitani", negli anni 50, erano un gruppo di
circa 60 famiglie che svolgevano diverse attività. Questi, all'inizio
del 900 e precisamente nella prima decade, costruirono in questa località
un tempio, tutto in pietra, in onore della Beata Vergine, opera totalmente
realizzata dalla loro generosità. Il signor Giovanni Stara regalò
il terreno e contribuì sia con indicazioni tecniche sia con manodopera,
alla realizzazione di tale Chiesa e con la sua famiglia ne fu il custode
e il curatore degli arredi. Di questa famiglia il signor Luigi fu anche
il Sacrista. In questa Chiesa, tuttora aperta al pubblico, si conserva
una lapide che ricorda la data della sua consacrazione e l'elenco di
quanti hanno concorso alla sua costruzione. Da detta lapide commemorativa,
un tempo collocata all'esterno, si legge che in data 13 luglio 1912,
Mons. Giuseppe Miglor, Vicario Capitolare, inaugurava la nuova Chiesa
essendo Parroco di Assemini il Sacerdote Francesco Putzu. Da allora
la popolazione di Assemini ogni anno ha onorato la Madonna del Carmine.
La festa, sia religiosa che profana in onore della Beata Vergine si
celebra il 16 luglio e di settembre con la partecipazione totale di
tutti gli Asseminesi, che, per tale festività, osservava anche
il riposo festivo. Nel mese di maggio veniva, nella vecchia chiesa,
recitato il santo rosario: sino agli anni 40 veniva cantato in sardo
e susseguentemente recitato in latino. Per il Santo Natale si allestiva
un bellissimo presepio, molto particolare per lo scenario e per i personaggi,
tanto che gli asseminesi ne facevano loro meta per poterlo ammirare.
Il Giovedì Santo si adorava il Santissimo nel Sepolcro ed il
Venerdì Santo la Santa Croce. Nel 1958 l'Arcivescovo di Cagliari
S.E. Mons. Paolo Botto eresse la Chiesa della Beata Vergine del Carmine
a Parrocchia, nominando Parroco il Sacerdote Don Albino Mancosu di Samassi,
che fece il suo ingresso il 28 dicembre 1958.
Il pomeriggio del 28 dicembre 1958 la frazione del Carmine di Assemini
si era vestita a festa con bandiere, stendardi, mentre le campagne suonavano
a distesa. Tutti i "Carmelitani" si riunirono nel piazzale
della Chiesa per ricevere il loro Parroco. Erano presenti anche il Reverendo
Parroco D. Callisto Pili ed il Vice Parroco Don Mario Isola, le rappresentanze
con i vari gruppi e con i rispettivi vessilli della Parrocchia di San
Pietro. Sua Eccellenza Mons. Paolo Botto, Arcivescovo di Cagliari presentò
il Parroco. L'entusiasmo de "I Carmelitani" era grande. Il
Parroco Don Albino Mancosu cominciò a visitare le famiglie con
molta semplicità, adattamento e disponibilità. Gli abitanti
del Carmine vennero, poco per volta, a conoscenza che la vera Sede della
Parrocchia non sarebbe rimasta nel luogo dove era stata costruita la
Chiesetta, essendo piccola come edificio. Si sarebbe provveduto alla
costruzione di una struttura più grande. Nel 1959 sorse il Gruppo
di Azione Cattolica. Si allestì un piccolo ambiente, di circa
20 mq, attiguo alla Chiesetta, che fungeva come punto di incontro per
le diverse necessità dei gruppi. Si comprò un piccolo
televisore che si installò nel saloncino, dando modo alla gente
di seguire alcuni programmi televisivi specie la domenica sera. A quei
tempi davano "Lascia o Raddoppia?". Cominciarono a sorgere
iniziative sia a livello religioso (con i Gruppi Catechisti, Chierichetti,
Comitati per le Feste) che profano con molte iniziative lasciate all'inventiva
delle singole persone: le più belle venivano dal Gruppo Femminile
a livello ricreativo. Si ottennero dei risultati fantastici e delle
vere competizioni tra le due Parrocchie: in particolare il Recital organizzato
da "I Carmelitani" per il Carnevale del 1960 fu un successo
straordinario. Ci sarebbe voluto molto tempo prima di poter avere la
Chiesa nuova. La famiglia del signor Silvio Mereu di Assemini regalò
un terreno per edificare un locale provvisorio. Mancavano i soldi per
realizzare detto locale che, a costruzione realizzata, verrà
chiamato "Il Salone". Si fece appello agli abitanti di Assemini
a collaborare offrendo con generosità quanto potevano; e così,
per quasi un anno, il Parroco Don Albino Mancosu e il signor Vincenzo
Farci bussarono a tutte le porte, avendo un'unica risposta: tanta generosità
da parte di tutti, come del resto gli asseminesi hanno sempre fatto.
Nell'arco di due anni si riuscì ad edificare il locale detto
"Il Salone" e così avvenne il trasferimento al nuovo
locale. Solo nel 1965 asfaltarono il pezzo di strada antistante il Salone.
Anche l'intonaco esterno del Salone venne realizzato dopo diversi anni.
Il Salone era adibito a Chiesa e lì si svolgevano tutte le attività,
compreso il catechismo. Per le Riunioni di Gruppo invece si utilizzava
la piccola Sacrestia (sino agli anni 70). Alla fine degli anni 60 la
signora Anna Lai di Assemini fece dono del terreno per edificare la
Chiesa della Beata Vergine del Carmine e la Casa Parrocchiale. Si fece
fare il progetto da un'Ingegnere e il plastico, che i parrocchiani potevano
ammirare in attesa della realizzazione.
Tradizioni
e sagre
Matrimonio
Asseminese
Ad Assemini rivivono antiche tradizioni e sagre. La più importante
è quella del Matrimonio che generalmente si celebra la seconda
o ultima domenica di luglio.
La festa si tiene nella Chiesa Parrocchiale di san Pietro Apostolo,
Patrono di Assemini oppure nella chiesa di sAnta Lucia, situata nella
periferia di Assemini.
L'antico matrimonio asseminese prevede che gli sposi, in costume tipico
siano incatenati dai testimoni (le catene rappresentano l'unione). Sono
accompagnati in chiesa da gruppi in costume sardo e tradizionalmente
partecipano alla sagra anche gruppi folkloristici provenienti da altre
parti d'Europa.
La cerimonia avviene secondo un rito che, secondo la tradizione, si
tramanda da secoli. Durante la cerimonia i gruppi folk cantano e si
esibiscono in danze tradizionali di fronte ad un pubblico sempre più
numeroso. Dopo la cerimonia religiosa gli sposi, sempre incatenati,
tornano alla propria abitazione e ricevono s'arazza, contenente petali
di fiori, grano, dolci e soldi in segno augurale.
Mostra Mercato
dell'Artigianato
Si tiene generalmente nello stesso periodo del matrimonio asseminese,
nella mostra sono esposti gli oggetti di artigianato prodotti dagli
artigiani di Assemini, come ceramiche, coltelli e argenti.
Santa Lucia
La festa in
onore di Santa Lucia, patrona della città insieme a San Pietro,
si tiene generalmente nell'ottava settimana di Pasqua. Il
rito religioso prevede una solenne processione durante la quale la statua
della santa partendo dalla attuale chiesa è portata nella chiesetta
in periferia. Dopo la festa la statua è riaccompagnata nella
parrocchia.
San Giovanni
Battista
San Giovanni Battista si celebra ad Assemini il 24 giugno nella chiesa
dedicata al santo. La costruzione della chiesa risale al periodo bizantino,
nel periodo fra il X e l'XI secolo.
Beata Vergine
del Carmine
Si celebra
il 16 luglio con manifestazioni civili e religiose che culminano con
una solenne processione, alla quale partecipa un'alta autorità
Ecclesiastica.
Artigianato
L'arte della Ceramica: conseguenza di una tradizione artistica che affonda
le sue radici fin dai tempi più remoti. E' d'obbligo per chi
viene ad Assemini visitare le botteghe degli "strexiaius"
gli artigiani che con l'argilla alcalina creano le stoviglie di uso
quotidiano. Oggi oltre ai manufatti tradizionali vengono prodotte stoviglie
ornamentali di figure e motivi naturalistici. Di recente è stato
fondato il Centro Pilota per la Ceramica. Vi si svolge inoltre, il Concorso
Nazionale di Ceramica Artistica a cadenza biennale.
Gastronomia
Sa panada asseminese
Panada di anguille. Ingredienti e dosi approssimative per sei persone:
700 gr. di semola di grano duro fine, un cucchiaio di strutto di maiale,
sei anguille fresche, olio di oliva, tre pomodori secchi, due spicchi
d'aglio, un mazzetto di prezzemolo, acqua, sale e pepe.
Preparazione della sfoglia:
Impastare la semola (oppure si può utilizzare la farina 00) con
acqua tiepida, lo strutto e un pizzico di sale. Lavorare la pasta e
tenerla in luogo fresco. Dall'impasto prendere dei pezzetti di media
grandezza e stenderli con il mattarello realizzando sfoglie sottili..
Tagliateli poi in forme rotonde da poggiare sopra i piatti fondi, sui
quali sia stata stesa un tovagliolo con un pò di farina (per
non fare attaccare la pasta). La sfoglia così disposta prenderà
la forma dei piatti e sarà adatta per l'introduzione del ripieno.
Preparazione del ripieno:
Tagliare le anguille a pezzetti, tritare finemente il prezzemolo, il
pomodoro secco e l'aglio, aggiungere un pizzico di sale e pepe, un cucchiaio
di olio extravergine di oliva.
Preparazione della panada:
Dividete il ripieno in sei parti uguali. Adagiatelo sulla sfoglia. Tagliate
altre sei sfoglie rotonde, un pò più piccole, e unitelo
con una pressione sui brodi in modo che siano chiuse ermeticamente e
poi arrotolate i bordi a cordoncino. Cuocere nel forno caldo a 180-200°
per 30 minuti. Possono essere serviti caldi o freddi.
Panada di carne.
La preparazione della panada di carne è identica alla precedente.
Sostituite alle anguille 500 grammi di carni ovine e suine tagliate
a pezzetti molto piccoli.
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