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| Ristorante
da Vittorio
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Vittorio Poma è il
titolare dell'omonimo ristorante che oramai da
trent'anni gestisce.
Al numero 16 del Corso battellieri già Corso Libertà
nei primi anni dell'800 era ancora lontana l'ipotesi che
vi nascesse un ristorante, infatti fu quello che
all'epoca era un magazzino, vi si accantonava legname
proveniente dalla Liguria, impiegato per le costruzioni
abitative locali. In un secondo tempo vi si
inscatolarono sardine in salamoia e ancora vi si
venderono tessuti e scampoli fino a quando la signora
Anna Napoli, aprì la "TRATTORIA NAPOLI".
Dapprima come cameriere, Vittorio segue
con abilità il suo lavoro anche se i suoi occhi badano
più alla preparazione dei piatti che al servizio in
tavola ed è così che dopo un paio di anni, la signora
cederà l'attività al suo cameriere prediletto che
comincerà subito la sua carriera tra i fornelli!
Potremmo dire una gestione familiare la sua, con a
fianco da sempre la moglie Graziella e da un pò di
tempo anche il figlio Luca.
Perchè
il Mago?
Il
"Mago" non è altro che un nomignolo "con
tanto di rispetto" che un carissimo cliente
cagliaritano volle attribuire a Vittorio come il massimo
della professionalità e bravura nella preparazione dei
suoi piatti, ovviamente fatto dopo aver degustato la sua
cucina. Da allora, ormai più di vent'anni, è per i
suoi clienti e per i suoi compaesani "U MO'GU",
detto nel nostro dialetto.
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La
sua cucina:
La
politica di Vittorio è quella di unire alla bontà del
piatto la conoscenza e quindi la cultura di un popolo
che ha miscelato attraverso il passato tradizioni
culinarie differenti tra le quali la ligure, la
tabarkina e la locale carlofortina, quest'ultima una
cucina senz'altro competitiva alle altre cucine di mare
nazionali. Sarebbe una bugia negare che il tonno è la
nostra materia prima!
Questa affermazione significa anche per Carloforte avere
una cucina unica nel genere per quanto riguarda la
nostra regione Sardegna così pure per le altre regioni
che condividono questo pesce nelle loro diete. Si cerca
di portare in tavola i piatti tipici locali che da
generazione si tramandano, questo vale soprattutto per
il tonno e non è da poco se poi si è vissuti in una
famiglia di tonnarotti e pescatori. A tutto questo vi è
poi da aggiungere la propria fantasia sempre in piena
attività se si parla di antipasti e primi, un misto
quindi di tradizione e fantasia.
Il
capitolo "TONNO":
Più
che capitolo parlerei di enciclopedia.
Non c'è cosa migliore di unire ad un buon pasto una
bella fetta di cultura eh si perchè questo è da dire.
Partendo dagli antipasti ci si tuffa subito dentro le
reti:
il MUSCIAME (preparazione nata dalle carni del delfino
oggi proibita, è la parte che si ricava dallo schienale
del tonno che diventa quindi la parte essicata, una
sorta di prosciutto crudo "u musciamme");
la BOTTARGA (sono le uova di tonno lavorate con il sale
di mezzo taglio fresche, per poi essere pronte essicate,
solitamente a mezza stagione estiva "a bùttaiga");
il BELU (è lo stomaco del tonno apprezzato da tutti i
carlofortini; lessato lo si prepara a tocchetti in un
tegame accompagnato da pomodoro fresco, basilico, patate
e cipolle fresche. Secco lo si può consumare nel
periodo invernale. Per noi è più gradevole consumato
fresco "u belu");
il LATTUME (in parole semplici lo si può definire il
"maschio" del tonno, lo si prepara lesso a
fette su un letto di pomodori freschi e condito con olio
extravergine di oliva; la fantasia si presenta poi in
modi vari, particolari sono le polpette "u
figatellu";
il TONNO SALATO (conservato in salamoia al momento della
preparazione viene sfilacciato a pezzetti e messo in
acqua a dissalare. Pronto lo si impiega per la "CAPPUNADDA",
un'insalata tipica a base di pomodori freschi, foglie di
basilico, gallette (pane tipico locale senza lievito)
"a tunnigna");
il TONNO BOLLITO (lo serviamo condito in insalata a base
di fagiolini freschi, patate e cipolle, il tutto lesso e
condito con olio extravergine di oliva, facoltativa è
la correzione con aceto di vino bianco, "u tunnu
buggiu");
il CUORE DI TONNO (dopo aver proceduto con un'operazione
simile a quella del tonno salato e preparato a fettine,
lo si accompagna a pomodori freschi, basilico, aglio a
pezzetti e FACUSSA "ortaggio simile al cetriolo ma
pelato e dolciastro che la colonia ligure proveniente da
Tabarka, portò in coltura su quest'isola. Questa serie
di antipasti è racchiusa nei misti "alla
Vittorio", che comprendono ovviamente fantasie
personali che vedono combinate verdure e pesce, caldi e
freddi in una variante di colori che non passano di
certo inosservati.
Segue
ora una serie di piatti che va dai primi ai secondi per
i quali non si può rinunciare. Un consiglio? Evitare la
serie completa che va dall' antipasto al secondo, bensì
lasciare in gioco coppie di portata onde evitare
l'abbuffata e perdere così il piacere di assaporare.
  
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IL
TOP:
"SPAGHETTI
ALLA VITTORIO"
questo è sicuramente il piatto che ha portato il nostro
nome un pò in tutte le parti del mondo. Nato con il
nome di "SPAGHETTI
ALLA BETTEGA"
in onore della nostra squadra e del suo magico
rappresentante quasi trent'anni fa, è da sempre al top
dei primi piatti. E' composto da ben 5 sughi differenti
che seguono una procedura in ordine di elaborazione che
è da sempre la stessa. L'unica evidenza? Il colore del
sugo finale è nero. Per il resto vi lasciamo immaginare
e per capire di che cosa si tratta vi invitiamo ad
assaggiare.
"LA
ZUPPA DI PESCE" "a cassolla".
E' questo un piatto che pur trattandosi di pesce e bene
o male di un tipo di cottura più o meno simile varia da
zona a zona, da costa a costa. La nostra, se così si può
definire, è una zuppa nobile in quanto contiene
l'aragosta, ed è composta da scorfano nero e rosso
(immancabili), tracina, pesce prete, polpo, seppia,
grongo e a volte da pesci bianchi quali ombrina,
dentice, ricciola. La procedura di preparazione e
cottura la teniamo molto segreta e a cuore, tanti anni
fa la preparavamo nei tegami di terracotta. E' un piatto
graditissimo e conosciutissimo nel nostro locale; per
nostra volontà lo prepariamo in un sugo un pò
ristretto in quanto segue alla zuppa lo spaghetto
condito con lo stesso e perchè no, il tutto seguito da
una bella scaglia di pecorino sardo. Dimenticavo, la
zuppa la accompagnamo sia con fette di pane fritto, sia
con la galletta citata prima.
"GRIGLIATA
MISTA alla VITTORIO".
Il pesce non può di certo mancare e per fortuna che
nella nostra isola tutti i tipi di pesca vengono
praticati, dal tonno all'aragosta! Il pesce alla griglia
varia da specie a specie: triglie, saraghi, orate,
ombrine, pagari, dentici e chi più ne ha più ne metta!
Il misto consiste in pesce rigorosamente di mare,
gamberoni, seppioline, spada gratinato e...quello
insomma che il mare possa darci la facoltà di scegliere
e cucinare.
"TONNO
alla CARLOFORTINA".
Ancora una volta questa ricetta fa si che la cultura
della nostra comunità porti in tavola una ricetta unica
in tutto il mondo. Si tratterebbe per l'enciclopedia
culinaria, di un brasato e potremmo separare la cottura
in due fasi: la frittura di tonno e la cottura, su base
di consumo di vino bianco. Il risultato finale è
un'ottima pietanza saporita ed invitante in un sugo rosè
e corposo speziato da foglie di alloro e spicchi d'aglio
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